condizionatoreDi Gennaro D’Amato, docente di Allergologia Respiratoria nella scuola di specializzazione in Malattie Respiratorie dell’Università Federico II- già primario di Malattie Respiratorie e Allergologia Respiratoria Ospedale A. Cardarelli di Napoli.

L’uso notevolmente incrementato negli ultimi anni e talvolta l’abuso dell’aria condizionata a casa, nei luoghi di lavoro, nell’auto, negli hotel, nei centri commerciali, nei cinema e teatri e anche negli studi medici, ha creato non pochi problemi alla salute umana per gli effetti collaterali che essa può determinare e che vengono purtroppo ancora minimizzati, tanto che nella letteratura medica le pubblicazioni su questa problematica sono tuttora rare.

“Occorre stare attenti soprattutto quando la temperatura è molto fredda, in particolare se scende al di sotto dei 22 °C, preferibilmente non dovrebbe andare al di sotto di 24 °C o quando bruscamente si passa da un luogo ad un altro con sbalzi di temperatura superiori ai 5-8 °C” commenta Gennaro D’Amato.

Questo dell’aria condizionata è solo uno dei problemi legati alle improvvise variazioni di temperatura e alla qualità dell’aria negli ambienti interni, quali soprattutto case e luoghi di lavoro, dove le persone trascorrono più del 90% del loro tempo.

“In caso di brusche variazioni di temperature tra l’interno e l’esterno, se le temperature interne sono al di sotto di 22 °C e l’umidità interna è tra il 40 ed il 60%, esiste il rischio di conseguenze negative sull’apparato respiratorio che possono insorgere in breve tempo o anche a distanza di qualche giorno, soprattutto in chi è affetto da iperreattività delle vie aeree come asma e BPCO nonché allergopatie respiratorie coinvolgenti le vie aeree superiori e/o quelle inferiori” continua Gennaro D’Amato.

Al fine di ridurre i rischi degli effetti collaterali da perfrigerazione è opportuno orientare i bocchettoni dell’aria fredda verso l’alto (anche in auto) e spegnere l’apparecchio nella notte o comunque ridurre in quelle ore al minimo l'erogazione di aria fredda. 

Particolare cura va riservata ad anziani e bambini e, se si è sudati, è opportuno asciugarsi prima, evitando di abbassare troppo rapidamente la temperatura corporea.

Quando si esce nei caldi mesi estivi e si va verso luoghi dove si sospetta che l’aria condizionata non sia regolata in modo ottimale, è opportuno portare con se un pullover o comunque una copertura da indossare non appena si entra nel centro commerciale o altro luogo troppo freddo.

Occorre inoltre considerare che l’energia che viene consumata nel raffreddamento dell’aria con gli impianti di condizionamento presenti in tutto il mondo, si accompagna a una notevole produzione di CO2, che è il principale gas responsabile dell’effetto serra e delle variazioni climatiche. L’uso corretto dell’aria condizionata aiuta anche a ridurre la produzione di questo gas ed è un aiuto per il Pianeta.

Gennaro D’Amato richiama anche l’attenzione sui filtri dei condizionatori. “Una pulizia non regolare degli impianti di condizionamento d’aria può causare disturbi anche seri, non solo per l’effetto diretto dell’aria fredda sulle vie aeree, ma anche per il rischio di veicolare agenti infettanti” spiega il professore. “Negli impianti di condizionamento si possono infatti annidare microrganismi patogeni (batteri, miceti, termoactinomiceti eccetera). Potrebbe essere presente anche la legionella pneumophila (Batterio gram negativo pleiomorfico) nell’acqua degli impianti di condizionamento, soprattutto quelli centralizzati di alberghi con presenza anche di centri termali. La legionella, come è noto, può provocare polmonite con febbre, tosse e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), una malattia che, se non correttamente diagnosticata e curata con antibiotici differenti, dalla penicillina alle cefalosporine, mentre sono attivi i macrolidi e i chinolonici, può aggravarsi fino a portare alla morte”.

Sulla base di queste considerazioni è opportuno focalizzare l’attenzione sulla problematica connessa con l’eccessivo raffreddamento dell’aria per l’uso incongruo di aria condizionata e promuovere una maggiore sensibilità su questa problematica.

Ufficio Stampa AIPO (luglio 2019)