Rosanna Franchi, Socia Associazione Pazienti BPCO, Libero Professionista, Medico Legale

covid 2020 10In data 24 agosto 2020 è stata inoculata la prima dose di vaccino anticovid19 al primo volontario selezionato dall'Istituto Spallanzani di Roma per la sperimentazione su essere umani. Si tratta di una donna che subito dopo l'iniezione ha commentato: "Spero che questo mio gesto serva, e spero che le persone siano più responsabili”.

La signora, mamma di una bambina, intervistata l’11 settembre in corso della trasmissione Tagadà, ha riferito di essersi sottoposta a tale sperimentazione per la figlia Margherita. Al momento è monitorata e controllata settimanalmente e si conosceranno i risultati a fine febbraio 2021.

Per i pazienti malati cronici BPCO potrebbe essere idoneo per evitare il contagio e/o per contribuire ad attenuare/contrastare gli eventuali sintomi della malattia ed evitare riacutizzazioni respiratorie?

Come sarà accolto il vaccino quando sarà pronto?  L’arrivo di un vaccino sicuro ed efficace per il COVID-19 viene generalmente considerata la soluzione finale per arrestare la pandemia.  Trattandosi di una strategia preventiva il successo sarà garantito dalla disponibilità del vaccino stesso e dal numero di persone nella popolazione attiva disposto a vaccinarsi.

Mi è sembrato interessante riportare un sondaggio eseguito su circa 13.426 soggetti selezionati in un modo casuale in 19 Paesi con elevata prevalenza della malattia, per verificare il potenziale grado di accettazione di un vaccino per il COVID-19. I ricercatori dell’Università di Barcellona in Spagna, della City University di New York, della Georgetown University e dell’Emerson College negli Stati Uniti, nonché della London School of Hygiene and Tropical Medicine nel Regno Unito hanno riscontrato che gli intervistati erano favorevoli alla assunzione del vaccino “Solo Se un vaccino Covid-19 è efficace, sicuro ed è disponibile”.

Secondo questa indagine i soggetti anziani risultano più disponibili a vaccinarsi, mentre la diffidenza prevale nei gruppi con più basso livello di reddito e di istruzione.

L’alta percentuale di persone non disponibili a vaccinarsi in alcuni paesi, potrebbe compromettere una reale ripresa della circolazione delle persone e degli scambi economici a livello globale.

Risultano importanti, quindi, interventi di informazione e comunicazione trasparente e coerente e comprensibile a tutti i livelli di istruzione e sociale della popolazione da parte dei responsabili della salute pubblica sia su base territoriale che nazionale e non fermarsi alla semplice dichiarazione che i vaccini sono sicuri ed efficaci.

In Italia non risulta siano stati eseguiti sondaggi in tale direzione. Comunque, ritengo sia importante una corretta informazione per rendere possibile una migliore conoscenza a tutti i livelli della importanza della vaccinazione.