News 2020 03 1

  •  Non esiste alcuna prova che il contagio di Covid-19 possa avvenire a 4,5 metri di distanza e che le particelle virali possano rimanere nell’aria per 30 minuti.
  • Lo studio aneddotico da cui è stata ripresa la notizia è stato ritirato senza spiegazioni subito dopo la pubblicazione.
  • Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dal momento che la trasmissione di SARS-CoV2 avviene principalmente tramite goccioline di saliva, la distanza di sicurezza che è importante mantenere deve essere superiore a un metro.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio, pubblicato su una rivista peer-review, ma di secondo piano (Practical Preventive Medicine) e senza attestazione di impact factor, è stato ripreso da agenzie e media italiani da un articolo del South China Morning Post.
  • Descrive il caso di paziente sintomatico che ha effettuato un viaggio di 4 ore in pullman, seduto nella penultima fila, senza mascherina, prima che in Cina venisse dichiarata l’emergenza nazionale per Covid-19.
  • Il riscontro di altri 7 passeggeri positivi fino a 6 file avanti, più altri con cui il paziente ha viaggiato su un altro mezzo a 4,5 metri di distanza, ha indotto i ricercatori a pensare che il contagio sia potuto avvenire per via aerea, e non direttamente attraverso goccioline di saliva come indicano le evidenze finora raccolte.
  • Lo studio è stato ritirato senza particolari spiegazioni ma sostanzialmente privo di evidenze scientifiche

 

Limiti

  • Case study.
  • In una fase in cui il contagio già era diffuso nella popolazione, non è possibile escludere che gli altri pazienti si siano contagiati in altro modo.
  • Il passeggero seduto accanto a quello considerato responsabile dei contagi non è risultato positivo.

 

Perché è importante

  • Anche le riviste scientifiche più prestigiose in questo periodo ospitano studi preliminari per consentire la libera diffusione e il confronto dei dati raccolti da diversi gruppi di ricerca.
  • Tanto più è necessario adottare uno spirito critico quando si tratta di riviste meno prestigiose

Fonte: Univadis from Medscape
www.univadis.it