"Quello che segue include un testo di presentazione dell’Associazione LAUG (Utenti di Giustizia) ed un articolo sulla Legge 104/92 e permessi: abusi e sanzioni. Quest’ultimo è una delle materie di cui detta Associazione si occupa. Contributi su altre materie potranno venire dalla LAUG nei numeri futuri della Newsletter"

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La LAUG è un’Associazione senza scopo di lucro che nasce nel 2001 con lo scopo di promuovere la conoscenza del diritto nell'ambito della disabilità e la tutela dei cittadini disabili.

La nostra attività guida e supporta la persona con disabilità attraverso tutto il percorso finalizzato al riconoscimento dei propri diritti, (indennità di accompagnamento, Pensione, Assegno, Indennità di frequenza, Legge 104, Legge 222, invalidità INAIL ecc…) e garantisce una corretta impostazione della pratica presso l’INPS in tutte le sue fasi, dal rilascio del certificato telematico, all’inoltro della relativa domanda, fino alla consulenza e assistenza legale per i ricorsi avverso il mancato riconoscimento del beneficio.
La consulenza e assistenza Legale è garantita dalla convenzione con lo Studio Legale Ferri (www.avvocatoferri.it) che, grazie ad un'esperienza trentennale nel settore, lo rende uno dei più qualificati d'Italia, il quale si occupa delle situazioni che esulano dal semplice procedimento amministrativo, in cui si rende necessaria una tutela specifica in sede di ricorso al Tribunale.

Al fine di fornire un servizio utile all'Associazione Italiana Pazienti BPCO e ai propri Associati, segnaliamo la nostra disponibilità a fornire consulenze gratuite in materia di invalidità ed handicap e a fornire servizi utili, quali la presentazione della domanda di invalidità civile.

È possibile prenotare un appuntamento presso la sede più vicina telefonando al n. 06-83396850
LAUG SEDE CENTRALE: VIALE LIBIA 58 – 00199 ROMA – TEL 0683396850/1 FAX  0686387042 – www.laug.it – email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Legge 104/92 e permessi: abusi e sanzioni

All’art. 33, la Legge 104/92 (la Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) stabilisce che “il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità “, con grado di parentela fino al secondo grado e, recentemente esteso anche al convivente, “ha diritto a fruire di 3 giorni di permesso mensile retribuito, anche in maniera continuativa”. È quindi possibile assentarsi dal lavoro, in maniera retribuita, soltanto quando il periodo di permesso viene usato per assistere il familiare con handicap. Le altre attività, non vengono comprese, tantomeno quelle di carattere personale o di natura ludica (Cass. pen. Sez. II 01-12-2016 Sent. n. 54712).  Il soggetto titolare dei permessi della legge 104/1992 non è autorizzato, non solo a svolgere attività personali, ma neanche a svolgere le normali attività di gestione domestica fuori dall’abitazione neanche se sostituito in casa da altra persona. Può svolgere, come ribadito più volte dalla Cassazione, solo le attività strettamente connesse all’assistenza come l’accompagnare l’invalido in auto, ritirare in farmacia le medicine o recarsi dal medico di base per ritirare prescrizioni.

Con la sentenza n. 17968 del 13-12-2016, la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha, infatti, respinto il ricorso di una dipendente del Comune licenziata per aver usufruito del permesso per frequentare delle lezioni universitarie.

Se il familiare portatore di handicap è andato a riposare non è consentito al lavoratore che sta usufruendo del permesso, in quella giornata, di uscire di casa per svolgere altre attività personali, tantomeno di natura ludica. Il datore di lavoro può incaricare un detective privato di controllare che il lavoratore rimanga effettivamente a servizio del portatore di handicap, motivo per cui beneficia dei giorni o le ore di permesso. Pedinamenti e fotografie non sono vietati né dalla legge sulla Privacy, né dallo Statuto dei lavoratori, il quale si limita a vietare i controlli a distanza solo all’interno del luogo di lavoro. I controlli sono sempre consentiti per rivelare comportamenti illeciti dei dipendenti.

Il datore di lavoro può applicare sanzioni che portano al licenziamento per giusta causa del lavoratore titolare di permessi legge 104 qualora le ore di assenza dal lavoro siano utilizzate per svolgere attività personali diverse da quelle riconducibili all’assistenza.

Recentemente la Corte di Cassazione (Sentenza n.9217 / 16) ha stabilito che il licenziamento del lavoratore che abusa dei permessi concessi dalla legge 104 è da considerarsi legittimo e quindi in questi casi si tratta di sanzione giusta e proporzionata alla gravità della condotta e alla frode del lavoratore nei confronti dell’Inps, ente erogatore della prestazione, ma anche del datore di lavoro (Cass civ. Sez. lavoro 30-04-2015 Sent. n. 8784).