respirare meglioCi sono molti esercizi che puoi eseguire per migliorare l’efficienza del tuo respiro. Di seguito ne troverai alcuni.

Impara a respirare con le labbra socchiuse

Respirare a labbra socchiuse aiuta a controllare la frequenza e la durata del respiro. Riuscirai anche a respirare più profondamente e con minor fatica.

  1. Inala lentamente attraverso il naso sino a quando non senti che i polmoni sono pieni d’aria.
  2. Stringi le labbra come se volessi fischiare o soffiare su una candela.
  3. Fai uscire l’aria lentamente, mantenendo le labbra socchiuse senza forzare.
  4. Soffia fuori l’aria, cercando di impiegare il doppio del tempo che ti è servito per inspirarla. Non sforzarti di svuotare completamente i polmoni.

Fai questo esercizio per pochi minuti più volte al giorno: ti accorgerai pian piano che questo diventerà il tuo modo “naturale” di respirare.

La respirazione diaframmatica

Spesso chi soffre di BPCO usa i muscoli respiratori in modo poco efficace. Per respirare meglio, devi imparare una tecnica particolare, chiamata "respirazione diaframmatica". Il diaframma è posizionato nell’addome, trasversalmente, subito al di sotto dei polmoni. Quando il diaframma si contrae, la gabbia toracica si allarga e i polmoni vengono “stirati” verso il basso: questo permette all’aria di entrare nei polmoni. Quando nei polmoni è entrata abbastanza aria, il diaframma si rilassa e i polmoni si svuotano da soli, con minor fatica, per un semplice fenomeno elastico.

  1. Stenditi sul letto, in posizione supina, rilassa le spalle; poi piega le ginocchia.
  2. Poggia le mani sull’addome, subito sotto le costole.
  3. Tira dentro il fiato attraverso il naso gonfiando l’addome.
  4. Trattieni il fiato per alcuni secondi e indurisci i muscoli addominali.
  5. Fai uscire il fiato completamente, premendo l’addome con le mani e soffiando fuori l’aria a labbra socchiuse.
  6. Ripeti tre volte questo esercizio e poi riposati per almeno tre minuti.
  7. Ripeti questo esercizio per almeno venti volte, molte volte al giorno.
  8. Puoi fare lo stesso esercizio anche stando in piedi o seduto: ma, almeno all’inizio, la posizione distesa è preferibile.

La respirazione diaframmatica ti aiuterà nei momenti di emergenza, qualora dovessi accorgerti che ti manca il fiato.

Assumi una posizione adeguata

Ci sono alcune posizioni che possono aiutarti a respirare meglio nei momenti di crisi.

Da seduto
Poggia bene i piedi per terra, divarica le ginocchia, china leggermente il busto in avanti, poggia il palmo delle mani sulle ginocchia. Tieni la schiena diritta e rilassa l’addome.

In piedi 
Piega leggermente il torace in avanti e poggia le mani sulle cosce. Se sei vicino ad un mobile o ad un muro poggia le mani o l’avambraccio, china la testa in avanti e rilassa collo e spalle.

Impara a liberare le vie aeree

La tosse controllata e la respirazione forzata ti aiutano a rimuovere le secrezioni dalle vie aeree nel modo migliore. Applicare queste tecniche ti farà risparmiare energia e ti aiuterà a prevenire le infezioni facilitate dal ristagno di un eccesso di muco nelle vie aeree.

Per produrre una tosse efficace

Prima di tutto siediti comodamente. Appoggia bene i piedi per terra e china leggermente la testa in avanti.

  1. Fai una profonda inspirazione col diaframma.
  2. Trattieni il respiro per due secondi.
  3. Fai due colpi di tosse tenendo la bocca semiaperta: col primo colpo di tosse farai smuovere il muco, col secondo lo porterai alla gola.
  4. Sputa il muco in un fazzoletto e controllane il colore: se è giallo, verdastro o rosso, chiama il medico.
  5. Se non viene fuori espettorato, riposati un momento e poi ripeti tutta la manovra una o due volte.

Evita stress ed ansia

Pensieri poco piacevoli possono peggiorare la bronchite cronica. Segui questi consigli:

Svolgi le tue attività in proporzione alle tue forze.

  • Impara a riconoscere quali sono le attività che ti fanno venire l’affanno e pianificale nel modo migliore.
  • Impara a vivere un giorno alla volta, momento per momento. Sii positivo: una situazione che oggi appare insormontabile, domani potrebbe trovare una facile soluzione.
  • Cerca di impiegare la maggior parte del tuo tempo nel fare cose che ti piacciono.
  • Parla dei tuoi problemi a chi ti vuole bene. - Impara a rilassarti, usando eventualmente tecniche specifiche.
  • In momenti di crisi, chiedi consiglio al tuo medico, saprà come aiutarti.

Tecniche di rilassamento

  • Respira profondamente.
  • Cerca di rilassare i tuoi muscoli.
  • Pensa a cose che ti fanno piacere.
  • Ascolta musica o leggi.

In alcuni casi il tuo medico potrà suggerirti di praticare uno o più cicli di fisioterapia respiratoria presso un centro specializzato. Con la guida di un’assistenza qualificata potrai imparare ad eseguire un piano di esercizi che potrai ripetere a casa da solo o con l’aiuto di un familiare.

LE MEDICINE

Chiedi al medico che compili insieme a te il piano terapeutico delle medicine che prendi, specificando gli orari e le modalità di assunzione. Impara a distinguere i farmaci che servono per la terapia di tutti giorni da quelli che devi usare nei momenti d’emergenza. Conserva i farmaci per l’emergenza in un posto a portata di mano e ricordati di portare con te sempre una copia del piano terapeutico prescritto.

Procurati un porta-pillole a comparti separati e scrivi sul fondo di ogni comparto l’ora in cui assumere la medicina. Acquistando un medicinale valuta, rispetto alla prescrizione del medico e alle dosi della confezione, quando dovrai comprarlo nuovamente. Segna un promemoria sul calendario. Usa solo i farmaci prescritti dal medico, nei tempi e nelle dosi indicate.

Non accettare i consigli di altre persone. In ogni caso, non esitare a contattare il tuo medico se hai dubbi o problemi con qualsiasi medicinale. Scrivi su un foglio, da conservare insieme ai medicinali e con i documenti che porti sempre con te, se c’è qualche farmaco che ti ha causato reazioni indesiderate.

I farmaci che più spesso si usano per il trattamento della BPCO sono:

  • Broncodilatatori. I broncodilatatori sono farmaci importanti per i pazienti con BPCO: fanno aprire (dilatare) le vie aeree (bronchi) e permettono all’aria di passare più facilmente. Alleviano e prevengono sintomi quali l’affanno, il respiro corto, il “fischio” respiratorio. Devono essere sempre usati seguendo attentamente le indicazioni del medico.
  • Cortisonici. I farmaci a base di cortisone nella BPCO vengono generalmente usati per via inalatoria. Con questo tipo di somministrazione e ai dosaggi prescritti, i cortisonici sono solitamente molto ben tollerati; solo raramente possono causare disturbi, comunque lievi, quali: voce rauca, irritazione della gola, mughetto. Per evitare questi fastidi è opportuno sciacquare la bocca dopo l’inalazione. I cortisonici assunti per via generale (per bocca o per iniezione) vengono usati raramente: sono infatti farmaci da riservare solo a eventuali riacutizzazioni, particolarmente forti, sempre sotto controllo diretto del medico curante.
    Questo tipo di somministrazione può determinare il passaggio nel sangue di dosi significative di cortisone, con rischio di importanti effetti collaterali, per esempio, aumento della pressione arteriosa (ipertensione), aumento degli zuccheri nel sangue (iperglicemia), lesioni allo stomaco (ulcera) e perdita di massa ossea (osteoporosi). È perciò opportuno utilizzare questi farmaci seguendo attentamente le indicazioni del medico.
  • Antibiotici. Questi farmaci servono per combattere le infezioni causate da batteri, come in alcuni casi di riacutizzazione della BPCO. I sintomi dovuti all’infezione sono solitamente febbre, tosse, cambiamenti di colore, densità e quantità del catarro, affanno. Il tuo medico sa quando è utile assumere gli antibiotici e quale è più adatto al tuo caso. Segui con attenzione i suoi consigli: ricorda che le riacutizzazioni rappresentano un pericolo reale per i pazienti affetti da BPCO. Assumi i farmaci per tutto il periodo prescritto, non interrompere la cura solo perché “ti senti già meglio”.
    Un trattamento antibiotico ben eseguito aiuta a prevenire eventuali “ricadute”. Gli effetti collaterali più comuni causati dagli antibiotici colpiscono l’apparato gastrointestinale (dolori, nausea, vomito, diarrea). Le reazioni allergiche o di intolleranza ai moderni antibiotici sono rare, ma è opportuno sapere che devi riferire al tuo medico ogni disturbo comparso dopo l’assunzione di questi farmaci. Nel caso di reazione allergica grave (gonfiore diffuso, difficoltà respiratoria improvvisa e in rapido peggioramento, malessere generale e svenimento) bisogna recarsi subito al Pronto Soccorso.
    Puoi sospettare una infezione respiratoria se:
    • Il tuo affanno peggiora.
    • Produci più catarro del solito.
    • Il tuo catarro diventa giallo o verde o scuro.
    • Hai febbre.
  • Vaccinazioni
    Ogni persona affetta da BPCO deve considerarsi potenzialmente un soggetto “a rischio” quando si parla di influenza. I sintomi della malattia possono peggiorare e farti sentire veramente male. Programma ogni anno con il medico un piano di vaccinazione anti-influenzale (ovvero contro il virus influenzale) e, qualora il medico lo ritenesse opportuno, effettua la vaccinazione antipneumococcica ogni 5 anni (ovvero contro lo pneumococco, il batterio responsabile della maggior parte delle infezioni batteriche di bronchi e polmoni).
    Ricordati che il vaccino antinfluenzale deve essere somministrato con un discreto anticipo rispetto al periodo in cui è prevista l’epidemia influenzale, perché sono necessari circa 15 giorni prima che l’effetto protettivo della vaccinazione cominci. È importante che le persone che ti sono abitualmente vicino (familiari, amici, badanti, ecc.) si vaccinino: questo crea una barriera protettiva intorno a te. Pratica il vaccino quando la BPCO è in fase di stabilità: solo così diminuisce il rischio di effetti collaterali.
  • Terapia inalatoria
    Attualmente la terapia per la BPCO si basa soprattutto sull’uso di inalatori di varie tipologie: aerosol convenzionali, spray dosati, inalatori di polveri. Potrebbe anche capitarti di dover usare inalatori di tipo diverso durante la giornata. Pur avendo a disposizione i farmaci più adatti alla cura della patologia, se non li usi correttamente, potrebbero risultare meno efficaci.
    Chiedi al medico di:
    • valutare quale tipo di inalatore sia meglio per te;
    • prescriverti, se possibile, inalatori dello stesso tipo;
    • mostrarti come si usano;
    • verificare se esegui correttamente l’inalazione.

Non hai idea di quanti errori si possono compiere usando un inalatore. Se l’inalatore non viene usato correttamente, il farmaco non può agire: in pratica è come se non prendessi il tuo medicinale o ne prendessi dosi molto inferiori a quelle che ti sono state prescritte. Non fidarti solo della tua capacità di comprendere le spiegazioni del foglietto illustrativo del farmaco: chiedi aiuto al medico.

Per un paziente con BPCO è importante anche sapere quali farmaci non deve assumere.

  • Devi sempre riferire al medico se stai prendendo altri farmaci oltre quelli che lui ti ha prescritto. In particolare, se usi tranquillanti o pillole per dormire. L’effetto di questo tipo di medicinali può ridurre l’efficienza della tua respirazione, rendendola più difficile.
  • Cerca di non usare prodotti “da banco” (acquistabili senza ricetta medica) senza aver prima consultato il tuo medico: per esempio molti farmaci per la tosse possono contenere sostanze dannose per chi ha la BPCO.
  • Ogni farmaco che contiene codeina o morfina deve essere usato solo se prescritto dal medico. Queste sostanze deprimono non soltanto la tosse, ma anche il respiro.

SE SEI IN INSUFFICIENZA RESPIRATORIA

Quando la respirazione non riesce a far arrivare abbastanza ossigeno nel sangue si parla di “insufficienza respiratoria”. L’ossigeno è il carburante di tutto l’organismo: quando vi è una sua carenza, i vari organi (cervello, reni, fegato, muscoli, ecc.) non possono funzionare al meglio. Se sei in questa condizione, probabilmente il tuo medico ti prescriverà l’ossigenoterapia, che consiste nell’aumentare la percentuale di ossigeno nell’aria che respiri. Il sintomo-spia della mancanza d’ossigeno è la cosiddetta cianosi, ovvero un tipico colorito bluastro che può comparire su labbra, orecchie e unghie.

Quando nel sangue, oltre a diminuire l’ossigeno, aumenta l’anidride carbonica si parla di “insufficienza respiratoria globale”. In situazioni rare, il medico può richiedere anche cicli di ventilazione meccanica, una terapia che, oltre ad abbassare il livello di anidride carbonica nel sangue, fa riposare i muscoli respiratori, permettendo al paziente di recuperare energia. La comparsa di mal di testa persistente, sonnolenza esagerata durante il giorno, insonnia notturna, perdita d’interesse al mondo esterno, facile irritabilità, gonfiore ai piedi, “colpi a vuoto” al cuore, possono essere i sintomi-spia di un aumento dell’anidride carbonica. L’ossigeno è a tutti gli effetti un medicinale: alcune Regioni ne prevedono la fornitura tramite la farmacia o la ASL (Azienda Sanitaria Locale). L’ossigeno può essere fornito in bombole (in alluminio o in acciaio, di colore bianco).

Oggi questo tipo di bombole si usa solo per episodi acuti, di breve durata. Per una terapia prolungata – anche a vita – c’è bisogno di grandi quantità d’ossigeno e si usa quindi ossigeno liquido oppure un concentratore elettrico. In questi casi c’è bisogno di una prescrizione specifica da parte di uno specialista in pneumologia. La prescrizione dovrà essere autorizzata, secondo le disposizioni vigenti nella tua Regione, dalla ASL di appartenenza. L’ossigeno liquido viene fornito in una grossa bombola di acciaio inox chiamato “contenitore criogenico”.

Su richiesta del medico prescrittore ti verrà consegnato anche un contenitore più piccolo (stroller), che viene caricato di volta in volta direttamente dal contenitore di base. Ha una autonomia limitata (poche ore), ma è portatile e può esserti utile per effettuare spostamenti. Il concentratore d’ossigeno viene usato abbastanza raramente: è un apparecchio elettrico in grado di estrarre l’ossigeno necessario al paziente a partire dall’aria dell’ambiente. Qualunque sia la fonte d’ossigeno, il sistema è provvisto di un umidificatore e tubi di raccordo (per assicurare correttamente il flusso d'ossigeno prescritto dal medico, non devono essere mai più lunghi di due metri) che terminano con un sondino nasale o una maschera o una cannula.

Nel corso della prima installazione, il personale specializzato controllerà la funzionalità del sistema ed insegnerà al paziente come usarlo nel modo migliore. Nel caso ciò non avvenisse chiedi spiegazioni al tuo medico.